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La deblattizzazione
La deblattizzazione è un particolare processo di disinfestazione mirante alla eliminazione dei cosiddetti blattodei (i comuni scarafaggi e le blatte). Questo tipo di insetti può insediarsi in qualsiasi ambiente e, attraverso i suoi escrementi, può diventare un pericoloso vettore di agenti patogeni. La presenza costante di blatte è generalmente indicatore di inadeguate condizioni igienico-sanitarie e richiede interventi disinfestanti che variano in funzione dell’intensità della infestazione presente.
La deblattizzazione comprende tre distinte fasi:
- la prevenzione, ovvero l'insieme di accorgimenti necessari per evitare che le blatte si insedino negli ambienti controllati, utilizzando come passaggio le condotte e le canalette degli impianti di servizio;
- la bonifica, dove viene erogato l’insetticida (‘biocida’) per eliminare le blatte, attraverso attrezzature che ne controllano direzione e quantità (pompe manuali a pressione o nebulizzatori elettrici a flusso variabile). Questa fase prevede anche una ispezione preliminare degli ambienti, per evitare ad esempio la presenza di alimenti esposti. stoviglie eccetera;
- il mantenimento e controllo, che prevede, dopo la fase di bonifica, una rete di monitoraggio della presenza di blattodei attraverso la collocazione di trappole collanti con attrattivo alimentare. Le trappole consentono la verifica di una eventuale reinfestazione e la possibilità di pianificare un nuovo intervento.
La pulizia industriale
Per pulizia industriale si intende una particolare categoria di servizi e attività, offerti da una impresa competente nel settore, rivolti alla manutenzione igienica di ambienti industriali come stabilimenti, uffici, mezzi di trasporto, strade e piazzali.
Le pulizie industriali si differenziano da quelle civili (come alberghi, appartamenti, condomini ecc.) in quanto gli interventi di manutenzione delle prime sono molto meno programmabili delle seconde. Questa differenza dipende dal diverso grado di problematicità presentato dagli ambienti industriali: infatti l'elevata complessità strutturale di questi contesti comporta una accurata valutazione delle operazioni da mettere in atto, della scelta delle attrezzature e dei macchinari necessari e della selezione del personale idoneo alle operazioni.
I servizi di pulizia industriale inoltre sono soggetti a rigide e specifiche regole di intervento. Gli ambienti industriali infatti devono, per legge, garantire determinati standard di igiene e dunque hanno necessità di rivolgersi a ditte professionali che abbiano a disposizione tutti gli strumenti idonei e che possano assicurare interventi di pulizia di alta qualità, in tempi relativamente brevi.
Per questo motivo sotto il profilo disciplinare esistono dure e severe sanzioni per qualsiasi ditta che compia la pulizia dell’ambiente lavorativo in maniera non adeguata o peggio ancora operando in maniera illecita.
Le attrezzature e i prodotti impiegati nella disinfestazione
Nel processo di disinfestazione assumono un ruolo fondamentale soprattutto le diverse attrezzature e i prodotti impiegati.
Per quanto riguarda le attrezzature è doveroso anzitutto saper scegliere quelle più adeguate ai diversi contesti e ai diversi programmi di intervento: tra le caratteristiche da tenere in considerazione ci sono la portata, la velocità operativa, la capacità di erogazione, la conformità alle norme e la manutenzione.
Le attrezzature più impiegate nella disinfestazione sono:
-Gli atomizzatori, sistemi che erogano il liquido disinfestante attraverso una girante che crea un flusso d’aria (nebulizzatori, aerosolizzatori);
-Le irroratrici, costituiti da una pompa che nebulizza il liquido contenuto in un serbatoio (spruzzatori a pompa, pompe a spalla);
-Gli impolveratori, strumenti che diffondono polveri secche nell’ambiente da disinfestare.
I prodotti disinfestanti, invece, per essere approvati dal Ministero della Salute, devono essere provviste di etichette identificative con nome, numero di registrazione, composizione, modalità di utilizzo e dosaggi.
Questi prodotti sono classificabili in base a vari fattori tra cui:
- lo stadio in cui colpiscono il parassita infestante (adulticidi, larvicidi, ovocidi);
- le specie colpite (blatticidi, moschicidi);
- la modalità di azione (per asfissia, per indigestione);
- la durata d’azione (ad azione abbattente o ad effetto residuale).
I tipi di lotta nella disinfestazione
Nell’ambito della disinfestazione esiste una classificazione dei vari ‘tipi di lotta’, vale a dire programmi d'intervento diversi che variano a seconda dei contesti d'applicazione.
I principali ‘tipi di lotta’ sono tre:
- la lotta biologica: utilizzata soprattutto in campo agricolo, esclude l’impiego di sostanze chimiche a vantaggio di metodi ‘naturali’ come predatori, parassitoidi e trappole. Questo tipo di lotta porta solo ad una riduzione parziale degli infestanti e quindi non può essere impiegata in ambienti sanitari o alimentari (dove è necessaria l’eliminazione completa).
- la lotta integrata(o guidata): prevede monitoraggi continui, una attenta valutazione della soglia di danno e ricorre spesso a prodotti chimici. Molto accurata è anche la selezione dei prodotti da impiegare e dei loro profili tossicologici.
- la lotta mirata:rivolge la sua azione esclusivamente verso uno specifico organismo (detto ‘bersaglio’). Prevede il ricorso a strumenti di vario tipo come il bait- box (un erogatore di sicurezza con esche avvelenate) e le trappole ai feromoni (che interferiscono sul ciclo riproduttivo dei parassiti).
Infine è utile anche distinguere tra lotta residuale e lotta abbattente: la prima ha un'azione lenta ma duratura nel tempo, mentre la seconda ha un’azione più immediata (impiego di prodotti spray).
Cos'è la disinfestazione
La disinfestazione è definita genericamente come il complesso di operazioni e pratiche tendenti alla eliminazione (o riduzione) dei parassiti (artropodi, muridi e malerbe) e di altri piccoli organismi e insetti dannosi alla salute dell’uomo.
Esistono tipologie diverse di interventi disinfestanti tra i quali vanno annoverati la derattizzazione (ovvero la lotta contro ratti) e il diserbo (contro le malerbe).
Generalmente, le fasi del processo di disinfestazione sono:
- il monitoraggio, che include tre ulteriori sotto fasi (studio dell’ambiente, valutazione degli infestanti presenti e progettazione del ‘piano di lotta' da adottare);
- l’intervento concreto, dove vengono attuate le tecniche di disinfestazione decise in fase di monitoraggio;
- il monitoraggio di controllo finale, dove si verifica l’efficacia delle operazioni messe in atto.
In questo campo esiste anche una classificazione dei vari ‘tipi di lotta’, ognuna più adeguata ad un contesto rispetto che un’altra. I tipi di lotta si distinguono in lotta biologica (che si avvale appunto di metodi biologici), lotta guidata (che fa ricorso invece a prodotti chimici) e lotta mirata (che si concentra sulla eliminazione di un solo infestante bersaglio)
In questo procedimento assume un valore fondamentale anche la selezione di una attrezzatura idonea e di prodotti adeguati.
La sanificazione degli ambienti sanitari
La sanificazione degli ambienti sanitari (come ospedali, cliniche, case di cura) riveste un ruolo importante non solo per il significato che assume nell’ottica di comfort alberghiero, ma anche e soprattutto per le implicazioni di carattere igienico-sanitario che influiscono sulla qualità delle cure erogate. Adeguati interventi di pulizia e disinfezione, infatti, diminuiscono la possibilità di diffusione dei microorganismi e limitano la propagazione delle infezioni. Questo a vantaggio della qualità della vita di pazienti e operatori sanitari.
Nell’ottica di una corretta gestione dell’igiene sanitaria, le strutture ospedaliere sono suddivise in tre aree di rischio, che prevedono processi sanificatori leggermente differenti:
- aree a basso rischio (uffici, segreterie, archivi, magazzini);
- aree a medio rischio (degenze, poliambulatori, radiologia, studi medici, servizi igienici);
- aree a alto rischio (blocco operatorio, laboratorio, terapie intensive).
Nelle zone ad alto rischio, il processo di sanificazione include la disinfezione e operazioni di pulizia molto frequenti. Per le altre due aree, si può attuare una corretta sanificazione anche senza l’uso di disinfettanti, ma solo con una idonea detersione.
Viceversa, ricordiamo che la disinfezione non può mai sostituirsi alla pulizia, poiché residui di contaminazione su una superficie possono facilmente rendere inefficace l’azione degli agenti disinfettanti.
La derattizzazione
La derattizzazione è una tipologia particolare di disinfestazione volta a ridurre in modo radicale la popolazione dei Muridi (come i ratti e i topi) da determinati ambienti.
I danni che i ratti possono provocare all’uomo e all’ambiente sono infatti molto numerosi e variano dall’inquinamento alimentare al danneggiamento di impianti elettrici, fino ad arrivare alla trasmissione di microrganismi patogeni.
Questo procedimento ha origini molto antiche, e si avvale attualmente di diverse modalità di intervento tra cui:
- la derattizzazione ordinaria: prevede l'utilizzo di esche rodenticide, collocate in appositi contenitori di sicurezza al fine di preservare le persone dal rischio di contaminazione. Oltre al posizionamento delle esche, vengono anche costituite fasce protettive per coprire la zona disinfestata, impedendo così ai roditori di immigrare in aree limitrofe. Al posto delle esche, possono essere utilizzate anche colle o le classiche trappole per topi.
- derattizzazione elettronica: di più recente invenzione, prevede l'impiego di speciali apparecchiature di tipo elettronico (come emettitori di sonde sonore innocue per l’uomo).
È fondamentale infine che tutti coloro che vivono vicino ai luoghi da derattizzare siano avvertiti in anticipo del trattamento in corso. Particolare attenzione inoltre va posta agli spostamenti dei bambini, sia durante che dopo l'intervento.
Definizione di 'impresa di pulizia'
Si definisce “impresa pulizia” quella impresa, individuale o societaria, che esercita le attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione. Più nello specifico, le attività sopra elencate (disciplinate dalla L. n. 82 del 25/01/1994 e dal D.M. n. 274 del 07/07/1994) sono:
- attività di pulizia: insieme dei procedimenti atti a rimuovere polveri, sporcizia da superfici e oggetti indesiderati da aree di pertinenza;
- attività di disinfezione: insieme dei procedimenti atti a rendere sane determinate aree di pertinenza attraverso la distruzione di microrganismi patogeni;
- attività di disinfestazione: insieme dei procedimenti atti a distruggere microrganismi viventi (come parassiti, vettori, residui di agenti infettivi ecc.) e specie vegetali non desiderate;
- attività di derattizzazione: insieme dei procedimenti di disinfestazione atti a ridurre totalmente o in buona parte il numero della popolazione di ratti e/o topi da aree di pertinenza;
- attività di sanificazione: insieme dei procedimenti atti a rendere sani determinati ambienti attraverso l’attività di pulizia, di disinfezione e/o disinfestazione, e mediante il miglioramento delle condizioni del microclima (temperatura, umidità, ventilazione, illuminazione, rumore).
L'esercizio delle attività sopra elencate non è consentito a qualsiasi impresa di pulizia ma esclusivamente a quelle iscritte nel Registro delle Imprese, anche con qualifica di impresa artigiana.
Cos'è la sanificazione ambientale
Per sanificazione si intende il complesso di procedure, operazioni e prodotti impiegati che consentono l’eliminazione sia dello ‘sporco visibile’ che di qualsiasi residuo batterico, al fine di rendere l’ambiente sanificato assolutamente salubre.
L'esecuzione costante e periodica di questo procedimento è altamente consigliabile soprattutto in luoghi molto frequentati (uffici, ospedali ecc.), dove la rimozione di germi e batteri è una assoluta priorità.
In linea generale una procedura di sanificazione prevede tre fasi principali:
- la pulizia e detersione delle superfici;
- il risciacquo, dove avviene buona parte della riduzione della popolazione batterica;
- la disinfezione, ovvero il trattamento dell’ambiente con prodotti disinfettanti specifici, atti a completare l’eliminazione della presenza batterica.
Esistono molteplici procedure di sanificazione degli ambienti. Tra queste annoveriamo:
- sanificazione con l’ozono: tecnica che fa uso di uno degli ossidanti più potenti in natura, fondamentale soprattutto per la sanificazione dell’aria. Questa molecola non ha controindicazioni e può raggiungere con facilità ogni superficie.
- sanificazione con aerosolizzatori: tecnica molto semplice ed efficace, che prevede l’immissione nell’aria di un aerosol secco che non forma patine e che elimina virus e batteri. Utilizzata soprattutto in ambienti con alto rischio di contagio (ad esempio nelle ambulanze).
Requisiti necessari per una impresa pulizie
Ogni impresa pulizia, per poter svolgere la sua attività, deve disporre di alcuni requisiti definiti dalla D.L. n. 7 del 31/01/2007.
Anzitutto il titolare (e tutti i soci, in caso di società collettive) deve possedere degli specifici requisiti di onorabilità tra cui:
- assenza di condanne per reati non colposi a pena detentiva e/o reati contro la fede pubblica o il patrimonio;
- assenza della dichiarazione di fallimento, salvo eventuale sentenza di riabilitazione;
- assenza di procedimenti penali per reati di stampo mafioso;
- assenza di contravvenzioni per violazioni di norme in materia di lavoro.
Devono inoltre sussistere determinati requisiti di capacità economico-finanziaria, tra i quali:
- iscrizione all'INPS e all'INAIL di tutti gli addetti;
- assenza di protesti cambiari negli ultimi cinque anni a carico del titolare;
In ultimo, è fondamentale anche il possesso di uno dei seguenti requisiti di capacità tecnica ed organizzativa:
- diploma universitario in materia tecnica specifica;
- diploma di scuola secondaria di II° grado (incluso un corso biennale di chimica);
- attestato di qualifica a carattere tecnico attinente l'attività svolta;
- l’assolvimento dell'obbligo scolastico e svolgimento di un periodo di esperienza professionale qualificata nello specifico campo di attività della durata di almeno tre anni.